La fenomenologia

 

Quali sono le origini della fenomenologia? E quali le vie che la riflessione di Husserl ha percorso nel pensiero contemporaneo, assumendo forme e contorni di volta in volta diversi? Ma soprattutto: quali sono i problemi che la animano e quali i metodi che le sono propri e che l’hanno guidata nel dare una risposta agli interrogativi che la riflessione filosofica pone?
La fenomenologia altro non è che la dottrina che ci aiuta a superare la dimensione soggettiva dell’apparire, distinguendo ciò che nell’apparenza [1] è conforme al reale da ciò che invece compete alle forme del suo apparire.

Naturalmente, distinguere nell’apparenza ciò che è conforme al reale da ciò che invece compete alle forme dell’apparire della persona non significa separare né tenere separati i due piani di realtà. E’ nella sintesi di apparenza e realtà che incontreremo veramente la persona. La realtà della persona è il registro del suo Reale, su cui poggiano le forme del suo apparire. Queste ultime si configurano subito per noi come ulteriorità di senso: la trascendenza personale non è un residuo della realtà, oltre il mero apparire: è la realtà stessa (dell’altro), a cui ci guida lo sguardo che sappia essere fedele ai modi di apparire della cosa, della persona. 


[ I tre registri lacaniani – Reale-Immaginario-Simbolico, in quanto Nome-del-Padre –, come la situazione sartriana, assieme alla nozione di , ci aiutano a pensare il già dato, ciò che ci precede e che ci appartiene, la parte di noi che si è oggettivata nel tempo, sedimentandosi nelle nostre manifestazioni sociali, nei riti e nei ruoli.
A quelli corrisponde il compito di accettare se stessi per come si è. Nel lavoro psicoterapeutico esso si attua come primo tempo dell’oscillazione tra progetto e destino. Nel mondo della vita, allo stesso modo, quel compito interviene a modulare la quotidiana elaborazione del senso vissuto, per la nostra ecologia della mente. Più rilevante ai nostri fini è ciò che compete alle forme dell’apparire della persona, cioè parola [1], voce, sguardo, volto. ]

Ciò che compare qui dentro le parentesi quadre costituisce
‘aggiunta’ esterna all’esposizione del pensiero fenomenologico