Pesantezza

Giardino zen

Quando la pesantezza non abbia perso ancora la propria consistenza
Non basta lasciare che affiori dal magma indistinto un’immagine o una catena di parole. Occorre energia. Ma quando essa preme, assieme all’immagine o alla catena di parole, pesa. Ne sentiamo il peso. Sarebbe più corretto dire che si impone la pesantezza di un dire che fuoriesce impetuoso, senza ordine né misura. Spesso ci sorprendono enfasi e sovrabbondanza di parole. Vogliamo essere scabri ed essenziali, come acque di lago che si perdano nella pianura circostante, non torrente né fiume in piena. Non l’energia del discorso è richiesta ma proprio la forza fisica che ci spinge ad agire, ad affrontare tutti gli inciampi, senza lasciarci spossati, come quando, dopo l’amplesso il desiderio sembra smarrire la sua meta.

«Dedicherò la prima conferenza all’opposizione leggerezza-peso, e sosterrò le ragioni della leggerezza. Questo non vuol dire che io consideri le ragioni del peso meno valide, ma solo che sulla leggerezza penso d’aver più cose da dire. Dopo quarant’anni che scrivo fiction, dopo aver esplorato varie strade e compiuto esperimenti diversi, è venuta l’ora che io cerchi una definizione complessiva per il mio lavoro; proporrei questa: la mia operazione è stata il più delle volte una sottrazione di peso; ho cercato di togliere peso ora alle figure umane, ora ai corpi celesti, ora alle città; soprattutto ho cercato di togliere peso alla struttura del racconto e al linguaggio».

Fin qui Calvino, che nella prima delle sue Lezioni americane (1988), dedicata alla Leggerezza, conferisce alla pesantezza pari dignità rispetto al suo opposto. Nel testo, tuttavia, non ritorna più su di essa, lasciando quasi a noi il compito di esplorarne il ‘territorio’.
Abbiamo vissuto tutti la condizione di chi si sia sentito eccessivo, per aver parlato troppo e male; fuori posto, per aver indugiato a lungo in una casa in cui non si sia sentito accolto; residuale, per aver continuato a vivere un’esperienza ormai esaurita… E’ facile, a cose fatte, concludere che bisognava misurare le parole, che bisognava andar via, che occorreva congedarsi da una relazione ormai ‘intransitabile’.
La misura del linguaggio non è sempre già data. La capacità di riconoscere le situazioni e prenderne atto dipende dagli stati della nostra mente, che sono registrati bene dalle emozioni: al culmine dell’elaborazione del tempo vissuto ci allontaniamo dai luoghi del disagio e del dolore. L’eutanasia di un amore, come di ogni altro sentimento positivo, non è un gesto, una decisione: solo in fondo all’elaborazione delle ragioni di un errore e dopo aver consumato tutti i termini dell’illusione che ci teneva ancora dentro relazioni sbagliate, arriviamo a congedarci senza voltarci a riconsiderare il naufragio da cui siamo fuggiti.
Quante volte abbiamo sentito esaltare la raffinatezza, la signorilità, il garbo, le maniere, il modo di porgere di chi solo questo si aspettava da noi, per non sentire il peso della nostra esistenza, l’ingombro dei nostri lunghi racconti, la domanda muta d’amore! Non abbiamo forse riconsiderato infinite volte i nostri inemendabili errori, per aver alzato la voce, per aver accusato senza prove, per aver fatto torti che hanno ferito e arrecato un dolore che si è protratto per anni? Non siamo tutti pronti a riconoscere che è da preferire una persona che inceda con leggerezza, che sappia evitare le secche del discorso, che conosca i modi per evitare i conflitti, anche se con il ricorso all’ipocrisia e alla simulazione? Non abbiamo sempre anteposto le ragioni dell’astuto Odisseo alla pietas di Enea come alla parresia di Socrate?
Entrano in scena i sentimenti: qui, entra in scena la pesantezza. Di essa soltanto parleremo, e lo faremo a lungo, perché le cose di cui siamo stati spinti sempre a dolerci appaiano sotto una nuova luce. Nella società del risentimento, occorre fare posto a un modo di consistere che non può essere riguardato a lungo come un ‘negativo’ soltanto. Che si parli di etica del risentimento, ad esempio, è cosa che merita lunghe riflessioni e parecchi approfondimenti.